Il settore degli affitti brevi potrebbe presto vivere una piccola rivoluzione: il Viminale potrebbe dare l’OK per il riconoscimento degli ospiti da remoto, aprendo finalmente le porte al self-check-in legale e regolamentato per case vacanze e B&B. Questa possibile novità è attesa entro Pasqua 2025, attraverso una circolare ministeriale, in cui con il Self-check-in Il Viminale potrebbe dare l’OK e dare nuova linfa al turismo digitale e semplificherebbe la vita di host e viaggiatori.

Cosa cambia con il riconoscimento da remoto: verso il self-check-in legalizzato
Fino ad oggi, il riconoscimento dell’identità degli ospiti per case vacanza e bed and breakfast doveva avvenire obbligatoriamente di persona. Questa procedura ha rappresentato un ostacolo importante per gli host che gestiscono da remoto, per le strutture automatizzate e per il turismo esperienziale più flessibile.
Con la nuova apertura del Ministero dell’Interno, self-check-in e riconoscimento da remoto potrebbero essere finalmente riconosciuti e regolamentati. Il Viminale potrebbe dare l’OK per riconoscimento degli ospiti da remoto, permettendo agli host di accogliere i viaggiatori in modo sicuro, anche a distanza.
I vantaggi del self-check-in per host e viaggiatori
L’approvazione da parte del Viminale potrebbe avere un impatto molto positivo sul settore degli affitti brevi:
- Flessibilità oraria per check-in e check-out
- Riduzione dello stress per host e ospiti
- Maggiore efficienza nella gestione di più appartamenti
- Esperienza fluida e moderna per il viaggiatore
- Aumento della competitività delle case vacanze italiane
Il self-check-in rappresenta una delle innovazioni più apprezzate in tutto il mondo. Airbnb, ad esempio, consente già da anni di impostare la modalità di accesso automatico, e ora il quadro normativo italiano potrebbe finalmente allinearsi con le esigenze del mercato.

Tecnologie per il riconoscimento da remoto: cosa prevederebbe il Viminale
Il riconoscimento da remoto potrebbe basarsi su:
- Sistemi certificati di verifica documenti d’identità con il riconoscimento del volto con dispositivo posizionato all’ingresso della casa vacanze
- Video-identificazione asincrona (confronto tra selfie e documento)
- Firma digitale o SPID per i turisti italiani (per accertare l’identità del locatario)
- Interfacce sicure per l’invio automatizzato dei dati al Portale Alloggiati Web
Con l’eventuale circolare di Pasqua, il Viminale potrebbe dare l’OK per il self check-in, specificando quali strumenti sono considerati validi per l’identificazione conforme alle normative di sicurezza. Scopri i dispositivi che si potrebbero utilizzare a questo link.
Le difficoltà legate all’assenza di una regolamentazione chiara
Fino ad oggi, il mancato riconoscimento ufficiale del self-check-in ha creato:
• Confusione normativa
• Diversità di interpretazione tra le regioni
• Sanzioni per gli host che usavano le key box
• Incertezza nei confronti delle autorità di pubblica sicurezza
Sembra assurdo che per attivare lo spid o la firma digitale si possa utilizzare la modalità tramite videochiamata o tramite il riconoscimento biometrico e, invece, per un semplice soggiorno in una struttura extralberghiera si debba per forza fare il riconoscimento “de visu”. Il riconoscimento “de visu” si intente un riconoscimenti di persona, in cui l’host deve verificare con i propri occhi la corrispondenza del volto dell’ospite con la foto del documento.
Per questo motivo, l’eventuale approvazione da parte del Ministero rappresenterebbe un momento storico per il turismo italiano. Una volta che il Viminale darà l’OK per il self-check-in, i gestori potranno operare in serenità, sfruttando a pieno le tecnologie già disponibili.

Roma e il caso pilota: il self-check-in in via sperimentale
A Roma, diversi gruppi di lavoro hanno già presentato al Ministero progetti sperimentali di riconoscimento informatico, in collaborazione con aziende che offrono soluzioni di identificazione certificata. Il Comune ha richiesto chiarimenti ufficiali per poter regolamentare e legalizzare il self-check-in, tutelando tanto gli ospiti quanto i residenti.
Le associazioni di categoria hanno sottolineato come l’accesso controllato da remoto, se effettuato con sistemi sicuri e tracciati, possa migliorare la qualità dell’ospitalità e ridurre i fenomeni abusivi.
Il turismo che cambia: perché serve il self-check-in?
Il turismo del 2025 è sempre più digitale, fluido, mobile e rapido. I viaggiatori si aspettano:
- Esperienze immediate
- Accessi sicuri senza dover fissare appuntamenti
- Possibilità di entrare anche a tarda ora
- Una gestione 100% online del proprio soggiorno
Il Viminale potrebbe dare l’OK per il self-check-in proprio per allinearsi a queste nuove tendenze e rendere l’Italia una destinazione moderna e funzionale anche sul piano normativo. Sono molto fiducioso che questo accordo si troverà perchè, a parer mio, l’Italia è un paese che sa ragionare e trovare una soluzione che accontenti tutti e che soprattutto renda il turismo italiano uno tra i migliori al mondo.

Self-check-in: Il Viminale potrebbe dare l’OK e cosa aspettarsi nei prossimi mesi?
Secondo quanto anticipato, nella circolare di Pasqua 2025, il Viminale potrebbe:
- Autorizzare ufficialmente il riconoscimento da remoto
- Fornire una lista di strumenti e software considerati validi
- Vietare l’uso delle key box “anonime” e non tracciabili
- Promuovere sistemi certificati per l’invio dei dati agli organi di pubblica sicurezza
Il futuro dell’ospitalità moderna e legale è già qui
L’apertura verso il self-check-in rappresenta un passo decisivo per migliorare la qualità dell’accoglienza italiana. Il Viminale potrebbe dare l’OK per il riconoscimento degli ospiti da remoto e portare finalmente chiarezza, sicurezza e innovazione in un settore in continua espansione.
Per tutti gli host e i property manager, sarà fondamentale restare aggiornati su questa svolta normativa e prepararsi all’adozione delle migliori tecnologie per offrire un’ospitalità moderna, legale e impeccabile.